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Publicado por: marisa
el Martes 24 Junio 2008 06:17
En Portugal se hablará “brasilero”
Los autores de la revolución sostienen que los beneficios serán numerosos, en particular para las búsquedas en Internet. + italiano In Portogallo si parlerà “brasiliano”

Testo in italiano

Rio de Janeiro – Es la lengua de los enigmas de José Saramago, o susurrada en el sonido anhelante del fado, pero sobre todo aquella de los gritos de las mulatas de Jorge Amado y transformada en bossa nova por Vinicius de Moraes . Solamente una decena de millones de personas hablan el portugués allí donde el idioma ha nacido, mientras en el resto del mundo, los hablantes de portugués son 220 millones, en su mayor parte brasileros (90%). Resulta bastante obvio que quien debía sucumbir al proceso de unificación de la lengue fuera Portugal, y así sucedió.

No sin fatiga, el Parlamento de Lisboa ha aprovado un acuerdo ortográfico entre los ocho países del mundo donde se habla el protugués. Además de Portugal y Brasil, están las ex colonias de Angola, Mosambique, Cabo Verde, Timor Est, Guinea-Bissau y Santo Tomé y Principe. Nada ralmente radical, los cambios alcanzan sólo a una parte de la ortografía, pero Portugal tardó diez años en ceder. Casi todas las modificaciones son en la dirección del uso brasilero de la lengua, simplificado desde hace siglos. A la “rendición” se opusieron los puristas de la lengua, que entregaron a los diputados de Lisboa una petición con 33 mil firmas para que se opusieran a la reforma.

Rocco Cotroneo
Corriere de la Sera
18 maggio 2008

http:// www.Ameritas.corriere.it/




In Portogallo si parlerà “brasiliano”

I fautori della rivoluzione sostengono che i benefici saranno notevoli: in particolare per le ricerche su Internet

Rio de Janeiro – É la lingua degli enigma di de José Saramago, o sussurrata al suono struggente del fado, ma é sopratutto quella urlata dalle mulatte di Jorge Amado e resa bossa nova da Vinicius de Moraes. Solo una decina di milioni di persone parlano portoghese lá dove la lingua naque, mentre nel resto del mondo sono ben 220 milioni, in gran parte brasiliani (90%): era abbastanza scontato che chi dovesse soccombere nel processo di unificazione Della lingua fosse proprio il Portogallo, e cosí é avvenuto.

Non senza una certa fatica, il Parlamento di Lisbona ha approvato un acordó ortografico tra gli Otto Paesi al mondo dove si parla portoghese. Oltre a Portogallo e Brasile, ci sono le ex colonie di Angola, Mozambico, Capo Verde, Timor Est, Guinea-Bissau e Sao Tomé e Principe. Nulla di davvero radicale – i cambiamenti riguardano solo una parte dell’ortografia – ma il Portogallo ci ha messo una decina di anni per cedere. Quasi tutte le modifiche spostano le regole verso l’uso brasiliano Della lingua, assai semplificato da secoli. Alla capitolazione si sono opposti fino all’ultimo i purista dell’idioma, che hanno consegnato una petizione di 33.000 firme ai deputati di Lisbona affinché bocciassero la reforma. Ma non c’e statu niente da fare.

Anni fa, quando una commissione fissó le nuove regole, venne eciso che l’applicazione sarebbe scattata con l’approvazione di soli tre Paesi, tra i quali non necessariamente il Portogallo. Poi, peró, si é ritenuto doveroso aspettare il suo sí: “Siamo i padri Della lingua portoghese, non i suoi padrón”, ha detto il deputado Nuno Melo al momento di votare. In Brasile, con un certo orgoglio, si é commemorata la svolta recordando che cade nell’anno del 200esimo aniversario dello spostamento della Corte reale da Lisbona a Rio de Janeiro, in fuga da Napoleone nel 1808. La colonia che diventava impero.

Le modifiche ortografiche riguardano soprattutto accenti e trattini el’eliminazione di lettere che nella pronuncia corrente sono andate perdute. Un esempio su tutti é la parola “selezione”, che si scriverá ovunque “selecto”, come i brasiliani chiamano tra l’altro le proprie squadre nazionali. Chi cambia di piú é il Portogallo, con l’1,4 per cento delle parole contro appena lo 0,4 del Brasile. Su alcuni vocaboli, in mancanza di acordó, le differenze sui due lati dell’Atlantico verano mantenute. Cosí come, ovviamente, sulla lingua di tutti i giorni, che differisce assai di piú che quella ortografica.

Probabile che traduzioni e doppiaggi di film restino separati, come giá avviene adesso. Nella tv, invece, l’egemonia Della telenovela brasilianoa non lascia scampo: giá da decenni i portoghesi si sono abituati all’accento cantato dell’ex colonia, sui teleschermi per diverse ore al giorno.

I fautori Della reforma sostengono che i benefici saranno notevoli: dall’uniformitá nelle richerche via Internet al linugaggio giuridico internazionale. Una antica aspirazione lusofona é quella di vedere la propria lingua tra quelle ufficiali all’Onu (actualmente sono sei: inglese, mandarino, arabo, francese, russo e spagnolo). Ci invece non para appassionarsi al tema e non vuelo polemizzare é proprio José Saramago: “Io continueró a scrivere come sempre – ha detto – Poi sará un problema dei correttori di bozze”.

Rocco Cotroneo
Corriere de la Sera
18 maggio 2008

http:// www.Ameritas.corriere.it/

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